COME FUNZIONA “RESTO AL SUD”

Il Governo on una specifica misura ha dedicato attenzione ai giovani meridionali.

“Resto al Sud” offre agli under 35 con buone idee imprenditoriali gli strumenti per avviare le loro attività.

È previsto un finanziamento massimo di 50mila euro per ciascun richiedente, se non dispone di mezzi propri per avviare una sua attività. Il finanziamento è costituito da un 35% a fondo perduto e il resto erogato dalle banche a tasso zero, con il beneficio della garanzia pubblica del Fondo di garanzia per le Pmi. L’agevolazione è stata estesa alle iniziative nel settore del turismo, che si aggiunge ad artigianato, industria e pesca e servizi.

Escluse professioni e commercio a eccezione dei beni prodotti nell’attività di impresa.

I beneficiari non devono risultare già «titolari di attività di impresa in esercizio» e, fino al rimborso del finanziamento, non devono risultare titolari «di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto».

La norma punta anche a far rientrare meridionali residenti all’estero: possono accedere ai benefici se entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda riportano la residenza in una regione tra Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il decreto definisce la cornice normativa per le Zone economiche speciali, che potranno essere individuate dopo il via libera ufficiale della Ue e in seguito alle proposte che faranno le singole Regioni.

All’interno delle Zes, si prevedono procedure amministrative e di accesso alle infrastrutture semplificate.

Le imprese a ogni modo dovranno mantenere l’attività nell’area per almeno sette anni (termine allungato durante l’iter al Senato rispetto ai 5 anni iniziali). Ciascuna regione può presentare una proposta di istituzione di una Zes nel proprio territorio, o al massimo due se sono presenti più aree portuali adeguate. Le risorse stanziate sono di oltre 200 milioni in un triennio: 25 milioni per il 2018, 31,25 milioni per il 2019 e 150,2 milioni per il 2020. Napoli-Salerno e Gioia Tauro le prime zone candidate a partire

La misura “Banca delle terre abbandonate o incolte” prevede che i Comuni identifichino i terreni e le aree edificate di cui sono titolari che risultino in stato di abbandono da lungo tempo (almeno 10 anni): questi terreni, a seguito di bando pubblico, possono essere assegnati in concessione, per un periodo non superiore a nove anni, sulla base di un progetto di valorizzazione specifico presentato da giovani tra 18 e 40 anni. Un meccanismo di valorizzazione analogo riguarda anche i beni immobili privati, previo consenso del legittimo proprietario, sulla base di un progetto di valorizzazione e della corresponsione di un canone di affitto. Per il finanziamento di tutti questi progetti di valorizzazione, i giovani potranno accedere anche alla misura “Resto al Sud” o agli incentivi dedicati al settore agricolo.

“Resto al Sud” è la nuova misura che servirà ad incentivare i giovani all’avvio di attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.

L’incentivo prevede un finanziamento fino ad un massimo di 50 mila euro per ciascun richiedente, con una quota a fondo perduto del 35 per cento e il restante 65 attraverso un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni.

Nel caso in cui l’istanza sia presentata dal più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 40 mila euro per ciascun socio con tetto massimo ammissibile di 200 mila euro per ogni singolo progetto.

Età massima richiedenti 35 anni

Finanziamento fino ad un massimo di 40 mila euro per ciascun richiedente

Quota a fondo perduto del 35 per cento e il restante 65 attraverso un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni.

D iMONICA MANDICO

Articolo tratto da: http://www.glistatigenerali.com/economia-civile-solidale/resto-al-sud/